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Ma non finisce qui!Not yet the end!

Il racconto è terminato, ma restate sintonizzati perché… non finisce qui!The tale has come to the end… But stay tuned because… some surprise is coming!



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Brno, 2008

“Non c’è nessun pericolo, caro. Sai bene che puoi fidarti di me, no?”.
Il tono di Edwige era sfacciatamente ironico; diceva “puoi”, ma lo pronunciava come un “devi”. Ferenc non aveva scelta.
“E poi” continuò la donna, questa volta con voce più dolce, “non ti rimane molto tempo a disposizione…”.
Ferenc tacque: sapeva che Edwige diceva il vero. Dopo aver bevuto quel liquido immondo, il sangue maledetto dei Drakul, egli si era di fatto incamminato lungo un percorso che ogni giorno lo portava un gradino più giù, verso l’orribile condizione di non-morto. Stava diventando quello che gli umani chiamano vampiro, e già i suoi sensi avevano iniziato la trasformazione. Non solo non tolleravano più la luce del sole, costringendolo a giacere in una stanza perfettamente oscurata per la maggior parte del giorno, ma addirittura egli iniziava a vedere cose mai prima vedute. Furtive ombre biancastre attraversavano sempre più frequentemente il suo campo visivo, e ogni volta si facevano più concrete e definite, per quanto Ferenc facesse di tutto per evitarle. Sapeva perfettamente cosa erano: spiriti della natura, larve, spettri e altre forme dell’esistenza sulle quali l’occhio dei viventi non dovrebbe mai posare lo sguardo. Al contrario, persone e animali in vita gli sembravano ogni giorno meno concreti, figure sbiadite, irreali, prive di vera sostanza. Egli stava per diventare un vampiro e sua moglie, per quanto perfida, aveva ragione: l’unica soluzione a tale destino era la conquista del potere.
Brno, 2008

“There’s no danger, my dear. You know you can trust me, don’t you?”
Edwige’s irony was not lost on Ferenc; she said “You can”, but she meant “You should”. Ferenc had no choice.
“After all” the woman added in a sweeter tone, “You do not have much time left…”.
Ferenc held his tongue: he knew Edwige was right. After he had drunk that foul liquid, the cursed blood of the Drakuls, he had started walking the horrible path that led to undeath. He was turning into what the humans called a vampire and his senses were already changing. They could not tolerate sunlight anymore, so he had to spend the most of the day at home in total darkness. Moreover, he could see what he had never seen before. White ghostly shadows ran more and more often through his field of vision, and every day they acquired more substance than the day before, though he constantly tried to avoid posing his eyes on them as much as possible. He knew them for what they were: spirits of nature, ghosts, psychic leftovers and other life forms no living being should ever see. On the other hand, living beings seemed every day more insubstantial to him. They looked paler and as unreal as ghosts did. He was turning into a vampire and his wife, as mean as she was, was right: the only chance he had to avoid his fate rested in acquiring more power.

“Sì” disse con convinzione, e la sua voce riecheggiò insolitamente decisa nella semioscurità. “Dimmi come e io lo farò. Devi… devi aiutarmi: io sarò il nuovo principe dei Drakul!”.
Edwige corse al suo capezzale per baciarlo in fronte, con la premura affettuosa di una madre. “Oh, così ti voglio, Ferenc! Io vivo solo per te, sai? Per vederti grande, per saperti potente e vittorioso. Per godere, godere della tua vendetta. Amore mio!”.
Quella sera Edwige amò il marito con foga selvaggia. Mai era stato tanto bello, suo marito. Il corpo scheletrico, la pelle avvizzita, le labbra gelide, le unghie indurite come corno erano per lei più seducenti di qualunque corpo maschile, per quanto giovane e aitante.
“Ora seguimi bene, amore” sussurrò alla fine, stringendo teneramente fra le braccia il marito esausto. “Il destino ti ha dato una straordinaria opportunità per sbarazzarti del vecchio principe dei Drakul e sostituirlo una volta per sempre. Quest’opportunità si chiama Hans”.
“Hans? Il giovane Lichtenborn catturato mentre si introduceva al covo?”.
“Precisamente: ascolta quel che ho progettato per te e dimmi se non è un piano coi fiocchi…”.
Da tempo Ferenc aveva perduto quella che si chiama lucidità del pensiero. Ma quanto restava di umano e razionale nella sua mente dovette ammettere che Edwige aveva approntato un disegno diabolicamente perfetto.
“Yes” he spoke with conviction and his voice sounded unusually firm in the darkness “Tell me what I have to do and I’ll do it. You… you should help me: I will rule over the Drakuls! I’ll be their new prince!”
Edwige ran at his bedside and kissed his brow, as a loving mother. “Oh, that’s the Ferenc I know! I live only for you, you know. I want you to be the greatest and the most powerful man alive. I want to witness your victory. I want to revel in your vengeance, my love!”
Later that night Edwige and Ferenc made love with passionate lust. Her husband had never appeared so handsome to her. She found his bony frame, his wrinkled skin, his cold lips, and his nails as hard as stone much more alluring than any other young athletic male body.
“Heed my words now, my love” she whispered afterwards embracing his exhausted husband. “Fate gave you an exceptional opportunity to get rid of the old Drakul prince and take his place once and for all. An opportunity called Hans.”
“Hans? The young Lichtenborn heir caught spying on the covenant?”
“Exactly: listen to my plans for you and tell me if they’re not more than excellent…”
Ferenc had lost his lucid mind long ago. However, with the last fragments of his human and rational self he had to admit that Edwige’s devilish plot seemed indeed perfect.

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